| Il piacere dell'onestà |
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Titolo: Il piacere dell'onestà Autore: Luigi Pirandello Teatro: Sala Fontana Durata: 1 ora e 40 minuti con due brevissimi intervalli Holly - Moderata: Angelo Baldovino, uomo insignificante con qualche debito di gioco, accetta di sposare Angela, l'amante incinta del marchese Colli, in cambio di un po’ di denaro.
I patti sono chiari fin dall’inizio: sarà un matrimonio di facciata per salvare il buon nome del marchese e per difendere l’onore della ragazza. Ma Angelo si sente investito di una missione che lo renderà irremovibile rispetto ai “ruoli” concordati “Sposerò per finta una donna, ma sul serio io sposo l'onestà...”. Il figlio nato non dovrà essere il figlio del marchese ma di Angelo e non sarà tollerata alcuna relazione tra Angela e il marchese che quindi si trova intrappolato nella messinscena. I protagonisti sono costretti a togliersi la maschera dietro la quale si erano sempre nascosti: Angelo - che agli altri era sempre apparso disonesto - si rivela invece una persona stimabile, il marchese - che godeva di grande considerazione - si rivela uomo sleale. Scene e costumi essenziali, attori splendidi e trama sottile. Voto: 8 Brus - Interessato: Davvero una gradita sorpresa. Sono andato a vederlo senza aver letto nulla sul testo e ho trovato una storia molto bella, una rappresentazione ben fatta, ben recitata dagli attori seppur in una scenografia un pò spoglia. Ma forse è giusto così, perchè bisogna prestare molta attenzione ai dialoghi. Adoro le inversioni dei ruoli, i percorsi di crescita dei personaggi nelle storie e qui Pirandello ne propone una da manuale: Angelo Baldovino, "marito in affitto" per una giovane che aspetta un bimbo da un uomo che non può sposarla, viene introdotto come un pignolo stralunato, ma tant'è: serve solo a salvare le apparenze. Parla "aperto", il Baldovino: state attenti, perchè se facciamo questa cosa, dobbiamo farla bene fino in fondo: riflettete bene sulle conseguenze. Ma gli altri non riflettono, non ragionano sulle proprie azioni e sugli esiti di queste. Nessuno può farlo se è coinvolto dalle passioni. "Io riesco a guardarvi dal di fuori perchè non vivo. Ma se vivessi...". E in questo suo "non vivere" stralunato che alla fine Baldovino si dimostra migliore di coloro che lo hanno cercato, tanto da arrivare al meritato lieto fine. Voto: 7,5 |



