| Rumori fuori scena |
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Titolo: Rumori fuori scena Autore: Micheal Frayn Teatro: Libero Data: 29/01/2012 Durata: 2 ore e 40 minuti, con due brevi intervalli Brus - Interessato: Commedia brillante, con umorismo non estremamente raffinato ma sicuramente efficace. Nove personaggi girano su un palco durante le prove e le esecuzioni di uno spettacolo teatrale, con equivoci che derivano nel primo atto dall'impreparazione, nel secondo atto dalla gelosia e nel terzo atto dall'odio reciproco nato dalla convivenza forzata nella tourneè, una sorta di "Grande Fratello" teatrale che porta gli attori prima a conoscersci, poi a legare tra loro e infine a detestarsi.
Personalmente, preferisco un tipo di umorismo leggermente più ricercato rispetto alle situazioni farsesche e frenetiche rappresentate, ma comunque due ore e 40 minuti di spettacolo sono passati molto in fretta e con vari intermezzi divertenti. Lo spunto migliore per me è dato dall'attrice bionda (la ragazza che dice di venire dalla TV), che durante le rappresentazioni non si accorge delle variazioni in corsa e continua a recitare per conto proprio... esilarante. Nota di merito anche per una piccola "improvvisazione", in cui la compagnia ha coinvolto un anziano spettatore. Molto carina la sceneggiatura, che mostra il palco nel primo e nel terzo atto, mentre nel secondo atto si mostra il "dietro le quinte", dando diversi punti di vista della stessa rappresentazioni. I due cambi vengono effettuati "in corsa", dagli stessi attori che fingono di sistemare il teatro. Voto 7,5 Anna - Appassionata: I "rumori" del titolo si riferiscono ai pettegolezzi, alle chiacchiere ma anche agli sgarbi che gli attori di una scalcinata compagnia teatrale si scambiano in continuazione tra loro, generando equivoci, gelosie e rancori. Attorno ad essi ruota l'intera commedia, esilarante e brillante.
Davvero originale è il cambio di prospettiva cui si assiste nel passaggio da un atto all'altro: dapprima il gruppo, del tutto impreparato e con i nervi tesi, esegue la prova finale di una commedia; la stessa viene rappresentata nel secondo atto, ma qui il pubblico vede il "dietro le quinte" e gli attori alternano in modo incessante la recitazione dell'opera (che si sente ma non si vede) a scontri verbali e fisici per futili motivi e molti fraintendimenti; il disastro si compie nell'ultimo atto, quando la compagnia è al collasso, nessuno pensa più a fare la propria parte e gli sgarbi ormai vengono fatti direttamente sulla scena. Bravissimi gli attori, che riescono ad incastrare ogni battuta ed ogni azione in perfetta sincronia; notevole anche la scenografia. Consiglio decisamente questa commedia: si ride di gusto per tutto il tempo, dall'inizio alla fine e, se volete, dietro il riso si cela lo smascheramento dei vizi e delle bassezze umane, in particolare degli uomini di teatro, che possono fingere sulla scena ma in fondo anche loro sono "umani troppo umani". Voto: 9,5 Holly - Moderata: Originale commedia che racconta la scena e i retroscena di una strampalata compagnia di attori alle prese con la prima del loro spettacolo.
Sulla scena ogni attore interpreta un personaggio, ma dietro le quinte cosa accade? Chi sono gli attori? Che vita hanno, cosa pensano? Molto bravi gli interpreti che sanno condurre con estrema naturalezza il ritmo incalzante dei continui cambi di scena e interazioni con gli altri protagonisti. Originalissima la scenografia: gli attori “girano e rigirano il palco” più volte per mostrare agli spettatori sia la scena che il "dietro le quinte". Esilarante. Voto 7 Pietro - Trascinato: Spettacolo molto particolare. Vi interessa capire cosa avviene prima di uno spettacolo teatrale e dietro le quinte durante la messa in scena? Capisco e solidarizzo con i miei lettori più assidui che staranno già pensando “Ma anche no!”. Tuttavia vi assicuro che il risultato di questa rappresentazione è sorprendente: una veramente gradevole commedia dell’assurdo, dove le 2h40m di spettacolo scivolano via tra le forti risate (sì, avete capito bene e comprendo il vostro stupore – sono rimasto esterrefatto anch’io - ma ho trascorso 2h40 sulla poltrona e senza attacchi di narcolessia).
Se però mi chiedete un significato profondo, non riesco a trovarne facilmente uno. Si tratta di un bell'esercizio di tecnica teatrale (molti i personaggi sulla scena, alcuni veramente brillanti, altri forse troppo esasperati), bravissimi comunque gli attori. Ma forse è inutile cercare spiegazioni, il teatro funziona così: non sempre è necessario capire proprio tutto quello che l'autore ha in mente (grande verità! Comoda per chi in sala ha problemi a mantenere la concentrazione...). Voto: 8.5 |



