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Morte di un commesso viaggiatore

Titolo: Morte di un commesso viaggiatore

Autore: Arthur Miller - 1949

Teatro: Elfo - Milano

Data: 12/01/2014

Durata: 3 ora e 30 minuti, con intervallo

Brus - Interessato: Potrei scrivere molte cose su questo spettacolo.
 
  • Potrei dire che si tratta di un testo americano del 1949, ma che sembrava scritto nell'Italia di oggi. Sarebbe bastato leggerne il testo 30 anni addietro per capire cosa saremmo diventati
  • Potrei parlare del percorso umano compiuto da uno dei due figli, che alla fine è l'unico in grado di guardare in faccia la realtà e di chiedere anche agli altri di aprire gli occhi... inutilmente
  • Potrei raccontare le vite finte vissute dal padre e dell'altro figlio
  • Potrei citare il bellissimo episodio in cui il vecchio amico di infanzia del figlio, oggi affermato avvocato, evita qualunque sfoggio della sua carriera e del suo status
  • Potrei ripercorrere il folle viaggio interiore del padre, che si conclude nel peggiore dei modi
  • Potrei ricordare la figura della madre, poco considerata dal marito ma in realtà molto più forte e presente di quanto egli non pensi, come spesso accade alla figure femminili nelle rappresentazioni
  • Potrei dire che gli attori sono stati straordinari

Ma ciò che conta di più è che questo spettacolo mi ha profondamente emozionato, più di tutti quelli che ho visto in passato. E per questo ringrazio l'autore del testo e la compagnia dell'Elfo per queste splendide tre ore, pieni di emozioni e a tratti di commozione

Voto 9

Holly - Moderata: Storia, ambientata nell'America degli anni '50, di un uomo con grandi sogni che non riesce ad accettare la mediocrità della sua vita e di quella dei suoi figli e finge (o crede realmente?) di essere un grande professionista, amato da tutti, che il futuro dei suoi figli sarà brillante. Purtroppo la realtà è diversa: alla soglia della pensione l’uomo perde il suo lavoro, ed entrambi i suoi figli – ormai adulti - non sono riusciti a costruirsi un futuro e soffrono per aver deluso le grandi aspettative del padre.
L’uomo prende pian piano coscienza del fallimento della sua vita, ripercorrendo alcuni episodi del passato, e vede sgretolarsi tutte le menzogne che ha raccontato - a se stesso e agli altri - per andare avanti. E decide di uccidersi.

Lo spettacolo dura veramente tanto (tre ore) e la storia è profonda e tragica, ma dalla prima all’ultima scena l’attenzione è tutta rivolta verso il palco e ci si sente intensamente coinvolti. Scenografia essenziale ma adattata efficacemente agli atti tramite variazioni di luci e suoni. Gli attori sono uno più bravo dell’altro. Spettacolo splendido, da vedere.

Voto 9
 

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